Algeria

Le esportazioni principali dell’Algeria sono tre: il greggio, il gas e Zinedine Zidane. Il resto magari fosse noia, invece è soltanto sabbia. La situazione politica negli ultimi anni è rimasta al catenaccio, per paura che elezioni vere consegnino il paese nelle mani degli islamisti, a cui non resta che giocare sui bordi con frequenti incursioni e sciabolate rabbiose. Il presidente Bouteflika ha un obiettivo nel 2010: convincere Zidane ad allenare i verdi.
21 AGO 20
Immagine di Algeria
Le esportazioni principali dell’Algeria sono tre: il greggio, il gas e Zinedine Zidane. Il resto magari fosse noia, invece è soltanto sabbia. La situazione politica negli ultimi anni è rimasta al catenaccio, per paura che elezioni vere consegnino il paese nelle mani degli islamisti, a cui non resta che giocare sui bordi con frequenti incursioni e sciabolate rabbiose. Il presidente Bouteflika ha un obiettivo nel 2010: convincere Zidane ad allenare i verdi. Il calcio in Algeria ben rappresenta l’unità d’intenti e la fratellanza che cementa il mondo arabo, senza riguardo alcuno per i confini artificiali imposti dall’imperialismo occidentale. Al match di spareggio per qualificarsi ai Mondiali i tifosi egiziani hanno preso a mattonate il bus degli algerini, secondo una tradizione pacifica che perdura dal 1989. Panico, giocatori feriti. A gennaio, al secondo match, gli algerini hanno ricambiato sul campo e fuori. Egitto eliminato, rivolte interne, business egiziani attaccati in Algeria, ambasciatori ritirati, diplomazia a pezzi, Lega araba con le mani nei capelli.